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venerdì 19 marzo 2010

Potatura e legatura della vite




In inverno si iniziano a potare le viti e, in questo periodo, si completa il lavoro con la legatura. Noi potiamo la pianta a Guyot: vengono tolti dalla pianta tutti i vecchi tralci tranne uno, vecchio di un anno, chiamato "capo di frutto", il tralcio che garantirà il grosso della produzione nell'anno in corso. Il numero di gemme lasciate nel capo a frutto varia da pianta a pianta: nelle nostre vigne al Dolcetto lasciamo circa 6 gemme, 7/8 al Barbera e 9 al Nebbiolo e al Brachet; oltre al capo a frutto è fondamentale lasciare sulla vite uno sperone da cui spunterà un tralcio che verrà sfruttato l'anno successivo come capo a frutto riaprendo così il ciclo produttivo.

Tornando alla legatura, si tratta di torcere delicatamente il tralcio che darà origine al frutto, legandolo al fil di ferro posto orizzontalmente: è un lavoro che deve essere fatto a mano è bisogna fare molta attenzione a non rompere i tralci che vengono curvati. In passato il vimine era un legaccio di origine vegetale molto diffuso (in piemontese "goret"), ottenuto dal salice - pianta molto resistente che predilige terreni umidi -; venivano raccolti d'inverno, conservati in ambienti freschi e immersi nell'acqua prima dell'uso per aumentarne l'elasticità: ora sono stati soppiantati da legacci metallici e in materiale plastico, con l'ausilio di una legatrice rapida.




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